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Interrogazioni del consigliere Alessandro Pizzi dal 2009 al 2011

Al Sindaco.

All’Assessore all’ambiente.

Al Presidente del Consiglio Comunale.

 

Considerato che qualche anno fa il Sindaco emise un’ordinanza sulla potabilità dell’acqua perché i valori dell’arsenico avevano superato i limiti definiti dalla Direttiva europea 98/83/CE.

Considerato che la Regione Lazio ha innalzato i limiti di arsenico, facendo ricorso dal 2003 all’istituto della deroga, tuttora vigente.

Considerata la pericolosità per la salute dei cittadini dell’arsenico. Su questo argomento allego un documento  della dottoressa Antonella Litta, referente dell’ISDE di Viterbo (associazione di medici per l’ambiente).

Considerata la delibera sull’acqua come bene comune, approvata nel Consiglio del 30 novembre 2009, in cui si proponeva la pubblicazione periodica delle analisi dell’acqua.

Chiedo di sapere:

1)      se l’Amministrazione Comunale non ritenga opportuno consegnare, almeno, ai consiglieri le analisi dell’acqua con particolare attenzione ai livelli dell’arsenico.

2)      se l’Amministrazione Comunale intende intraprendere necessarie e urgenti provvedimenti come l’installazione nei serbatoi di depuratori per l’abbattimento dell’arsenico.

 

 

 

 

Soriano nel Cimino, 3 marzo 2010

 

 

                                                                                             Il Consigliere Alessandro Pizzi  

                                                           ******  

 

Interrogazione sulla presenza dell’arsenico nell’acqua potabile e sulle proposte dei medici.

 

Al Sindaco

All’Assessore all’ambiente

Al Presidente del Consiglio Comunale

 

Visti i documenti, di seguito riportati, della Federazione Italiana Medici di medicina generale  Sez.ne Prov.le di Viterbo e Dall’Associazione italiana medici per l’ambiente di Viterbo in cui viene ribadita la nocività dell’arsenico, riconosciuto come elemento cancerogeno, e in cui sono riportati i provvedimenti necessari per la tutela della salute umana.

Chiedo che l’Amministrazione Comunale e il Consiglio Comunale adottino i provvedimenti che le Associazioni dei medici rintengono necessari e urgenti per la tutela della salute umana.

 

 

Soriano nel Cimino, 7 dicembre 2010 

                                       

                                                                                                  Il Consigliere Alessandro Pizzi

 

 

 

***

 

 

 

F.I.M.M.G

Federazione Italiana Medici di medicina generale

Sez.ne Prov.le di Viterbo

Via Leonardo Murialdo 9/A

 01100 VITERBO

Tel. E Fax 0761342644

 

Ridurre subito  il quantitativo di Arsenico nelle acque destinate a consumo umano e

rispettare quanto stabilito dalla Commissione europea

 

 

La Federazione italiana dei medici di medicina generale-Fimmg di Viterbo chiede che venga rispettata la decisione della Commissione Europea  espressa nel documento n. C (2010)7605  del 28 ottobre 2010.

 Con questo documento la Commissione Europea ha infatti respinto la richiesta dell’Italia per un ulteriore periodo di  deroga  a quanto disposto dal Decreto legislativo n. 31 del 2 febbraio 2001 relativamente alla presenza di Arsenico nelle acque destinate a consumo umano.

Questo Decreto Legislativo, modificato e integrato con successivo D.Lgs. 27/02, disciplina la qualità delle acque potabili destinate al consumo umano garantendone la salubrità e la pulizia e in recepimento della Direttiva  europea 98/83/CE, dal dicembre 2003, ed ha abbassato il limite previsto per l’Arsenico nelle acque  potabili da 50 a 10 μg/l (microgrammi/litro), proprio in considerazione della sua cancerogenicità e  dell’evidente  rischio per la salute umana.

L’Arsenico  infatti è un metalloide classificato dall’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (I.A.R.C.)  come elemento cancerogeno certo di classe 1 e viene posto in diretta correlazione con  molte patologie oncologiche e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e  della cute. Sempre più segnalazioni inoltre lo correlano anche  ai tumori del fegato e del colon.

L’assunzione cronica di Arsenico, soprattutto attraverso acqua contaminata, è  indicata  inoltre da una cospicua e rilevante documentazione scientifica  anche quale responsabile di  patologie cardiovascolari; neurologiche; diabete di tipo 2; lesioni cutanee; disturbi respiratori; disturbi della sfera riproduttiva e malattie ematologiche.

La Federazione generale dei medici di medicina generale-Fimmg di Viterbo nel  giudicare  estremamente grave e rischioso per  salute pubblica qualsiasi ulteriore  richiesta di deroga a quanto prescritto dal D. Lgs.  31/2001 e disposto dall’Unione europea, chiede alle competenti Istituzioni che :

a) si faccia divieto di uso per consumo umano di acqua contenente Arsenico e si provveda laddove occorra a forme alternative di approvvigionamento di acqua potabile per la popolazione, in particolare per i neonati, i bambini, i malati e le donne in gravidanza, e le industrie alimentari;

b) si dia la più ampia e diffusa informazione agli operatori sanitari e alla popolazione in merito a questa situazione;

c) si adottino immediatamente tutti i provvedimenti necessari a dearsenificare l'acqua destinata a consumo umano.

*

Comunicato stampa a cura della sezione di Viterbo della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale-Fimmg Viterbo

 

Il Segretario Prov.le

Luciano Sordini

 

Viterbo, 01-12-2010

***

 

 

 

 

 

Dall’Associazione italiana medici per l’ambiente di Viterbo gli interventi immediati e necessari per ridurre l’esposizione delle persone all’Arsenico

e per il rispetto di quanto stabilito dalla Commissione europea

 

La Commissione Europea  il 28 ottobre 2010 con il documento n. C(2010)7605  ha respinto la richiesta dell’Italia per una ulteriore deroga del parametro Arsenico, elemento tossico e cancerogeno, nelle acque destinate a consumo umano.

L’Associazione italiana medici per l’ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia)-Isde di Viterbo, nel  giudicare grave il persistere dei ritardi nella predisposizione ed attuazione di atti a tutela della salute pubblica, corrispondenti  a quanto stabilito dal documento in questione, propone, nel rispetto del Principio di precauzione, una serie di azioni ed interventi di realizzazione immediata e tesi alla riduzione del rischio sanitario per le popolazioni dei Comuni interessati da questa problematica ambientale:

1)      fornire immediatamente acqua dearsenificata da fonti alternative, anche con autobotti: alle scuole, agli asili-nido, agli ospedali, alle industrie alimentari, a tutti gli esercizi pubblici, alle donne in gravidanza, ai malati, ai bambini e ai neonati;

2)      informare in forma  ampia e diffusa la popolazione circa i rischi derivanti dall’assunzione di alimenti e acqua con presenza di Arsenico;  utilizzare a questo fine: radio, televisioni, giornali, manifesti e circolari da inviare nei presidi sanitari di tutta la regione Lazio;

3)      allestire in  ogni Comune  interessato da questa problematica ambientale più punti di approvvigionamento di acqua dearsenificata;

4)      utilizzare l’acqua degli acquedotti comunali solo per uso igienico-sanitario;

5)      verificare che in ogni Comune, che precedentemente era sottoposto a regime di deroga per l’Arsenico, siano emanate e fatte rispettare le ordinanze di non potabilità dell’acqua;

6)      iniziare in ogni Comune un monitoraggio settimanale del valore dell’Arsenico su tutti i punti di emungimento delle acque, al fine di poter determinare, in un periodo di 6-12 mesi,  una realistica media dei valori di Arsenico e  quindi, e solo dopo questo monitoraggio, se i valori risulteranno tutti entro e al di sotto dei 20 microgrammi/ litro sarà possibile ritirare le ordinanze di non potabilità delle acque ma sempre nel rispetto di quanto sarà stabilito successivamente dalla Commissione europea;

7)      acquisire i risultati degli accertamenti delle Asl  relativamente al rispetto del divieto di uso di acqua contenente Arsenico sia come bevanda che per le preparazioni alimentari;

8)      acquisire  le cartografie degli acquedotti comunali e verificare il  funzionamento di eventuali dearsenificatori già operativi;

9)      approntare immediatamente impianti mobili di dearsenificazione, che possano successivamente diventare definitivi e che utilizzino le migliori tecniche di dearsenificazione (per esempio quelle che  assorbono l’arsenico su granulati  naturali rigenerabili) senza compromettere le qualità organolettiche delle acque trattate e senza rilasciare in esse dannosi  residui dei  processi di dearsenificazione;

10)  chiedere garanzie almeno decennali sull’impiantistica di dearsenificazione proposta e contratti di fidejussione a tutela dei  pubblici investimenti.

 

 L’Associazione italiana medici per l’ambiente di Viterbo propone gli interventi di cui sopra, per l’estrema  urgenza di  ridurre subito l’esposizione delle popolazioni all’Arsenico.

L’Arsenico  infatti è un elemento tossico, classificato dall’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (I.A.R.C.) come elemento cancerogeno certo di classe 1 e posto in diretta correlazione con  molte patologie oncologiche e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute. L’esposizione  a questo elemento è stata associata anche a cancro del fegato e del colon e una sempre più consistente documentazione scientifica ne evidenzia un ruolo eziopatogenetico anche nelle malattie cardiovascolari, neurologiche e neuro comportamentali; nel diabete di tipo 2; in alcune patologie dermatologiche e dell’apparato respiratorio; nei disturbi della sfera riproduttiva e nelle malattie ematologiche.

 Proprio per queste evidenze scientifiche  il Decreto legislativo n. 31 del 2 febbraio 2001, modificato e integrato con successivo D.Lgs. 27/02, in recepimento della Direttiva  europea 98/83/CE, sin dal dicembre 2003, aveva indicato il limite  massimo per l’Arsenico nelle acque  destinate a consumo umano  in 10 μg/l (microgrammi/litro) e concesso periodi di deroga a questo limite, fino a 50 microgrammi/litro, solo perché si  realizzassero interventi  efficaci e definitivi.

L’Associazione italiana medici per l’ambiente di Viterbo nel chiedere che si ponga fine ad ogni ulteriore colpevole ritardo nella soluzione di questo problema, auspica da parte di  tutte le istituzioni  preposte un impegno ancora più forte e coerente per  far rispettare il diritto alla salute, come sancito dall’art.32  della Carta Costituzionale, e di quanto disposto nel già richiamato documento della Commissione europea.

 

*

Comunicato stampa a cura dell’Associazione italiana medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia)-Isde di Viterbo

 

Viterbo, 29 novembre 2010

                                                                   ************

 

Interrogazione per la convocazione di un Consiglio Comunale per discutere le iniziative per abbassare il livello di arsenico nell’acqua potabile.

 

 

Al Sindaco.

All’Assessore all’ambiente.

Al Presidente del Consiglio Comunale.

 

 

Vista la <<disponibilità dell’Associazione italiana medici per l’ambiente ad illustrare le problematiche sanitarie e ambientali correlate all’arsenico nelle acque destinate a consumo umano  e  a discutere gli interventi necessari per  ridurre subito l’esposizione delle persone all’arsenico  anche nei Comuni della Provincia di Viterbo>> ( dalla lettera dell’Associazione medici per l’ambiente del 3 gennaio);

chiedo di sapere se il Presidente del Consiglio Comunale e la Giunta Comunale ritengano necessaria e urgente la convocazione di un Consiglio Comunale per discutere le iniziative necessarie per ridurre subito il livello di arsenico nell’acqua potabile dopo aver ascoltato in Commissione un rappresentante dell’Associazione medici per l’ambiente.

 

Soriano nel Cimino 4 genniaio 2011

 

     

                                                                                     Il consigliere Alessandro Pizzi

 

 

Riporto di seguito la lettera dell’Associazione medici per l’ambiente. I documenti citati nella lettera sono stati allegati a precedenti interrogazioni.

***

 

Al Presidente della Provincia di Viterbo

agli Assessori della giunta della Provincia di Viterbo,

ai Consiglieri della Provincia di Viterbo

ai Sindaci dei Comuni della Provincia di Viterbo

ai Consiglieri comunali della Provincia di Viterbo

e per opportuna conoscenza :

al Commissario europeo all’ambiente

ai componenti della Commissione europea

agli europarlamentari

al ministro della Salute

al ministro dell’Ambiente

al Prefetto di Viterbo

alla Presidente della Giunta Regionale del Lazio

all’Assessore all’Ambiente della Regione Lazio

all’Assessore alla Sanità della Regione Lazio

al Presidente della Commissione ambiente della Regione Lazio

al Presidente dell’Ordine dei medici-chirurghi e odontoiatri di Viterbo

al Direttore generale dell’Istituto superiore di sanità

al Presidente dell’Istituto superiore di sanità

al Garante del Servizio idrico integrato della Regione Lazio

all’Assessore all’Ambiente della Provincia di Viterbo

al Direttore generale della Asl di Viterbo

al Direttore sanitario della Asl di Viterbo

al Dipartimento di prevenzione - Servizio igiene e sanità pubblica della Asl di Viterbo

ai responsabili dell’Ato 1 – Lazio

al Segretario della Federazione italiana medici di medicina generale-Fimmg- di Viterbo

all’Arpa Lazio- sezione di Viterbo

ai Consiglieri regionali del Lazio

 

Oggetto: disponibilità dell’Associazione italiana medici per l’ambiente ad illustrare le problematiche sanitarie e ambientali correlate all’arsenico nelle acque destinate a consumo umano  e  a discutere gli interventi necessari per  ridurre subito l’esposizione delle persone all’arsenico  anche nei Comuni della Provincia di Viterbo.

 

Egregi Signori,

l’Associazione italiana medici per l'ambiente-Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia), nel corso degli ultimi anni, ha più volte messo a disposizione contributi scientifici per una migliore comprensione delle problematiche sanitarie derivanti dalla presenza di arsenico, elemento tossico e cancerogeno, nelle acque destinate a consumo umano, richiamando tutte le Istituzioni nazionali e sovranazionali ad una stretta vigilanza ed applicazione di quanto stabilito dalle vigenti leggi già dal 2001.

In particolare con il documento del 6 novembre 2010 su "L’ arsenico nelle acque destinate a consumo umano nell’Alto Lazio: problematiche sanitarie, ambientali e proposte d’intervento”, sono stati affrontati gli aspetti ambientali, sanitari e formulate  proposte d’ intervento.

Queste  proposte sono state  riprese ed approfondite  successivamente nel documento del 29 novembre 2010 “Dall’Associazione italiana medici per l’ambiente di Viterbo gli interventi immediati e necessari per ridurre l’esposizione delle persone all’Arsenico e per il rispetto di quanto stabilito dalla Commissione europea”.

Il 14 dicembre 2010, la Commissione ambiente della Regione Lazio, su invito del Presidente e presente anche l’Assessore regionale all’ambiente, ha ascolto i medici dell’Associazione sulle questioni ambientali e sanitarie già richiamate.

Egregi Signori,

il  Decreto legislativo n. 31 del 2 febbraio 2001, modificato e integrato con successivo D.Lgs. 27/02,  che disciplina la qualità delle acque potabili destinate al consumo umano garantendone la salubrità e la pulizia, in recepimento della Direttiva  europea 98/83/CE,  in vigore dal dicembre 2003, ha ridotto  il limite previsto per l’arsenico nelle acque  potabili da 50 a 10 μg/l (microgrammi/litro), in considerazione della sua cancerogenicità, tossicità e quindi dell’evidente rischio per la salute umana.

La Commissione Europea  il 28 ottobre 2010 con il documento n. C(2010)7605 ha risposto negativamente alla richiesta di una ulteriore deroga da parte del governo italiano ribadendo che il limite ammissibile per l’arsenico nelle acque destinate a consumo umano non può superare i 10 microgrammi/litro.

Come noto, tutti i Comuni della Provincia di Viterbo sono stati sottoposti fin dal 2003 a regime di deroga per l’arsenico, come anche per altri elementi quali: il fluoro, il selenio e il vanadio; al momento non risulta che siano state  ancora predisposte forme alternative di approvvigionamento idrico, anche mediante autobotti, per le popolazioni, per gli ospedali, per le scuole, per gli esercizi pubblici e le industrie alimentari come altresì  risulta che in quasi tutti i Comuni della Provincia non  sia stato emesso il divieto di uso per consumo umano di acqua contenente arsenico al di sopra dei 10 microgrammi/litro e che i cittadini e gli operatori sanitari  non sono stati ancora informati adeguatamente e diffusamente  circa le limitazioni di uso e le problematiche sanitarie dell’acqua attualmente erogata. 

Non risulta inoltre siano stati posti in essere interventi efficaci e risolutivi per la dearsenificazione

(con  limite provvisorio uguale e minore a 10  microgrammi/litro).

L’Associazione italiana medici per l'ambiente-Isde (International Society of Doctors for the Environment - Italia)  nell’esprimere grande preoccupazione, come altre associazioni medico- scientifiche, per la gravità di quanto sopra esposto, rinnova la propria disponibilità a tutte le Istituzioni e agli tutti gli amministratori ad  illustrare le problematiche sanitarie e ambientali correlate all’arsenico nelle acque destinate a consumo umano e a discutere gli interventi necessari per  ridurre subito l’esposizione delle persone a questa sostanza tossica e cancerogena, anche  nei Comuni della Provincia di Viterbo.

 

In attesa di un cortese riscontro e rimanendo a disposizione per eventuali chiarimenti, si inviano distinti saluti,

dottoressa Antonella Litta

 referente per Viterbo dell’Associazione italiana medici per l'ambiente-Isde

(International Society of Doctors for the Environment - Italia)

 

                                                                                                   

P.S. in allegato i due documenti succitati.

Viterbo,  3 gennaio 2010

Per comunicazioni:

dottoressa Antonella Litta,

via Monte Amiata snc, 01037 Ronciglione (Vt)

tel. 3383810091, 0761559413, fax: 0761559126

e-mail:isde.viterbo@gmail.com; antonella.litta@gmail.com

 

INOLTRE:

 

quale bevanda abituale nelle acque erogate nelle seguenti vie e località del comune di Soriano nel Cimino

Via Cesare Battisti, Via S.Caterina, Via D.Potenza, Via D’Arcangeli, Via parva Domus, Via Don Monzoni, Via Cherubini, Via Madonna di Loreto, Via Fanti, Piazza Patrizi, Via Boccafatta, Via Stazione, Via Lavatoio, Via Inoocenzo VIII, Via Madonna di Marmo, Via Papacqua, Via Giardino, Piazzale Albani, Via Roma, Via Garibaldi, Piazza Vittorio emanuele, Via Calarozzo, Viale Castagni, Via F.lli Rosselli, Via F.Turati, Via Fossatello

Frazione S.Eutizio

Nei quali l’arsenico è superiore al relativo valore di parametro ( = 10 microgrammi/litro)previsto dal D.l.vo 31/01>>

L’intera ordinanza si trova nel sito internet del comune.

Non mi sembra che l’ordinanza in questione sia stata diffusa in modo capillare per informare i cittadini.

Non mi sembra che l’Amministrazione Comunale si sia premurata di distribuire acqua potabile con autobotti nelle zone sopra indicate. Da notare che in queste zone sono presenti non  solo abitazioni, ma anche attività commerciali quali bar, pasticcerie, pizzerie, ristoranti, forni e studi professionali, medici e dentidisti.

*** 

 

In un comunicato del 24 febbraio, l’ordine dei medici-chirurghi e odontoiatri di Viterbo chiede <<che si provveda urgentemente a forme alternative di approvvigionamento di acqua potabile per la popolazione, in particolare per i neonati, i bambini, i malati e le donne in gravidanza, e le industrie alimentari e che si adottino immediatamente tutti i provvedimenti necessari a dearsenificare l'acqua destinata a consumo umano.>>

*** 

 

Dopo molti anni mi trovo d’accordo con il consigliere regionale del PD, Giuseppe Parroncini. Nel corso di una iniziativa del 21 febbraio del Pd sul tema “Emergenza arsenico. Acqua pulita e... pubblica”, svoltasi in una gremita sala conferenze della Provincia, ha affermato che << Le fontanelle? Sono solo un palliativo. Servono dearsenificatori alla fonte.>> Frase riportata dalla stampa locale.

                                                      ***********

 

Interrogazione sulla nota inviata al Comune dalla Talete spa il 22 giugno 2010 e sui livelli della presenza dell’arsenico nell’acqua.

 

Al Sindaco.

All’Assessore all’ambiente.

Al Presidente del Consiglio Comunale.

 

(a) Vista la nota prot.n 10/2439 inviata dalla Talete spa al Comune di Soriano nel Cimino il 22 giugno 2010, e in particolare, visti i punti seguenti della nota stessa:

 

4)      A seguito di controlli interni del laboratorio analisi Talete i giorni 3 e 4 giugno, sono state di nuovo immesse in rete le sorgenti Cicelle, Acquaspasa e Montefiascone, mentre le sorgenti Ontaneto, Vasuccino, Ciliano, Catenaro sono rimaste fuori servizio.

5)      Per sviluppare una soluzione progettuale atta a risolvere il problema alle fonti, sono stati inviati una serie di campioni d'acqua da trattare alla società Culligan S.p.A., azienda leader a livello mondiale per il trattamento d'acqua primaria, al fine di una formulazione di un preventivo per la fornitura di impianti di trattamento dell'alluminio.

6)      Va, inoltre, evidenziato che, in base ai controlli analitici eseguiti, la valutazione della concentrazione dell'alluminio è fortemente condizionata dagli eventi meteorici che causano il dilavamento superficiale del terreno ed il conseguente aumento di concentrazione nelle falde superficiali.

 

Chiedo di sapere se l’Amministrazione Comunale non ritenga necessario acquisire uno studio geologico dei terreni su cui insistono le sorgenti rimaste fuori servizio, per capire le cause dell’inquinamento da alluminio e per approfondire la tematica enunciata nel punto 6 dalla Talete.

 

Chiedo di sapere se l’Amministrazione Comunale ha intrapreso o intende intraprendere iniziative per il recupero delle sorgenti non utilizzate.

 

(b) Chiedo di sapere se l’Amministrazione Comunale ha richiesto all’AUSL analisi chimiche più frequenti di quanto avvenuto in passato e in tutti i serbatoi per monitorare il parametro di arsenico nell’acqua erogata dall’acquedotto, spesso superiore a quello ammesso dalla Comunità Europea.

 

Soriano nel Cimino, 25 agosto 2010

 

 

                                                                                             Il Consigliere Alessandro Pizzi    

                                                                **********

 

 

Interrogazione sulla potabilità e salubrità dell’acqua erogata a Soriano.

 

Al Sindaco.

All’Assessore all’ambiente.

Al presidente del Consiglio Comunale.

 

 

Chiedo di sapere se nella rete di distribuzione sono state immesse le acque provenienti dalle sorgenti eliminate il 24 marzo scorso, dopo che si è presentato il problema dell’inquinamento da alluminio.

 

Se le acque provenienti dalle sorgenti fossero ancora escluse dall’acquedotto, chiedo di conoscere quali iniziative ha preso l’Amministrazione Comunale per recuperare le acque delle sorgenti stesse.

 

Chiedo di sapere se l’Amministrazione Comunale non ritenga opportuno istituire una Commissione Consiliare per studiare le cause dell’inquinamento da alluminio, per studiare le iniziative necessarie per abbassare la presenza dell’arsenico sotto la soglia stabilita dalla legge ( 10 microgrammi per litro) e per monitorare la situazione della salubrità dell’acqua.

 

Chiedo si sapere se e quando è stata inoltrata la richiesta all’ASL per monitorare la presenza dell’alluminio e dell’arsenico e di altri metalli come il manganese e la silice.

 

Inoltre, chiedo di sapere se è stata inviata tutta la documentazione richiesta dall’ISDE

(Associazione italiana medici per l'ambiente).

 

 

 

 

 

Soriano nel Cimino, 3 giugno 2010

                                                                                           

 

                                                                                

                                                                                                    Il consigliere Alessandro Pizzi

                                                   ************

 

 

 

 

Interrogazione sull’acqua potabile e sul documento di settembre dell’AATO

 

Al Sindaco

All’Assessore all’ambiente

Al Presidente del Consiglio Comunale

          

Visto il documento del 10 settembre scorso, con il quale l’Autorità dell’Ambito Territoriale Ottimale chiede alla Regione un’altra deroga dei valori dell’Arsenico e del Fluoro per le acque destinate al consumo umano.

 

Visto il documento del 6 novembre dell’Associazione italiana medici per l’ambiente (International Society of Doctors for the Environment-Italia)- Isde, Coordinamento dell’Alto Lazio, che denuncia l’estrema pericolosità dell’Arsenico per la salute delle persone ( l’Arsenico provoca il cancro).

 

Poiché il regime di deroga, che innalza i livelli di Arsenico da 10 a 50 milligrammi per litro, rende le acque potabili per legge ma non salubri.

 

Poiché la legge che fissa i valori dell’Arsenico, del Fluoro e di altri elementi è del 2001.

 

Considerato che il documento dell’Isde, che allego, suggerisce i metodi per ridurre l’Arsenico nelle acque potabili per renderle salubri.

 

 

Chiedo di sapere se l’Amministrazione Comunale intende intraprendere iniziative presso gli enti preposti alla gestione del servizio idrico per annullare la richiesta di deroga e per favorire iniziative per abbassare i livelli dell’Arsenico per rendere salubre l’acqua potabile.

 

Chiedo di conoscere i dati delle analisi effettuate dall’ASL e dalla società Talete per il 2009 e 2010 in cui sono riportati i livelli di Arsenico riguardanti l’acquedotto di Soriano.

 

Chiedo, inoltre, di conoscere il parere dell’Amministrazione riguardo al progetto di captazione dell’acqua potabile dal lago di Bolsena, così come riportato nel documento citato sopra dell’AATO.

 

 

Soriano nel Cimino, 15 novembre 2010

 

 

                                                                                     Il Consigliere Alessandro Pizzi

 

                                                      ***********

 

   Al Sindaco

All’Assessore all’ambiente

Al Presidente del Consiglio Comunale

 

 

 

Chiedo di sapere se l’Amministrazione Comunale, al fine di garantire l’erogazione di acqua potabile e salubre, attraverso la massima riduzione dell’Arsenico,  ritenga urgenti e necessari i provvedementi proposti dall’Associazione medici per l’ambiente (ISDE), qui di seguito riportati.

 

 

Soriano nel Cimino,

 

 Dall’Associazione italiana medici per l’ambiente di Viterbo gli interventi immediati e necessari per ridurre l’esposizione delle persone all’Arsenico

e per il rispetto di quanto stabilito dalla Commissione europea

 

La Commissione Europea  il 28 ottobre 2010 con il documento n. C(2010)7605  ha respinto la richiesta dell’Italia per una ulteriore deroga del parametro Arsenico, elemento tossico e cancerogeno, nelle acque destinate a consumo umano.

L’Associazione italiana medici per l’ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia)-Isde di Viterbo, nel  giudicare grave il persistere dei ritardi nella predisposizione ed attuazione di atti a tutela della salute pubblica, corrispondenti  a quanto stabilito dal documento in questione, propone, nel rispetto del Principio di precauzione, una serie di azioni ed interventi di realizzazione immediata e tesi alla riduzione del rischio sanitario per le popolazioni dei Comuni interessati da questa problematica ambientale:

1)      fornire immediatamente acqua dearsenificata da fonti alternative, anche con autobotti: alle scuole, agli asili-nido, agli ospedali, alle industrie alimentari, a tutti gli esercizi pubblici, alle donne in gravidanza, ai malati, ai bambini e ai neonati;

2)      informare in forma  ampia e diffusa la popolazione circa i rischi derivanti dall’assunzione di alimenti e acqua con presenza di Arsenico;  utilizzare a questo fine: radio, televisioni, giornali, manifesti e circolari da inviare nei presidi sanitari di tutta la regione Lazio;

3)      allestire in  ogni Comune  interessato da questa problematica ambientale più punti di approvvigionamento di acqua dearsenificata;

4)      utilizzare l’acqua degli acquedotti comunali solo per uso igienico-sanitario;

5)      verificare che in ogni Comune, che precedentemente era sottoposto a regime di deroga per l’Arsenico, siano emanate e fatte rispettare le ordinanze di non potabilità dell’acqua;

6)      iniziare in ogni Comune un monitoraggio settimanale del valore dell’Arsenico su tutti i punti di emungimento delle acque, al fine di poter determinare, in un periodo di 6-12 mesi,  una realistica media dei valori di Arsenico e  quindi, e solo dopo questo monitoraggio, se i valori risulteranno tutti entro e al di sotto dei 20 microgrammi/ litro sarà possibile ritirare le ordinanze di non potabilità delle acque ma sempre nel rispetto di quanto sarà stabilito successivamente dalla Commissione europea;

7)      acquisire i risultati degli accertamenti delle Asl  relativamente al rispetto del divieto di uso di acqua contenente Arsenico sia come bevanda che per le preparazioni alimentari;

8)      acquisire  le cartografie degli acquedotti comunali e verificare il  funzionamento di eventuali dearsenificatori già operativi;

9)      approntare immediatamente impianti mobili di dearsenificazione, che possano successivamente diventare definitivi e che utilizzino le migliori tecniche di dearsenificazione (per esempio quelle che  assorbono l’arsenico su granulati  naturali rigenerabili) senza compromettere le qualità organolettiche delle acque trattate e senza rilasciare in esse dannosi  residui dei  processi di dearsenificazione;

10)  chiedere garanzie almeno decennali sull’impiantistica di dearsenificazione proposta e contratti di fidejussione a tutela dei  pubblici investimenti.

 

 L’Associazione italiana medici per l’ambiente di Viterbo propone gli interventi di cui sopra, per l’estrema  urgenza di  ridurre subito l’esposizione delle popolazioni all’Arsenico.

L’Arsenico  infatti è un elemento tossico, classificato dall’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro (I.A.R.C.) come elemento cancerogeno certo di classe 1 e posto in diretta correlazione con  molte patologie oncologiche e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute. L’esposizione  a questo elemento è stata associata anche a cancro del fegato e del colon e una sempre più consistente documentazione scientifica ne evidenzia un ruolo eziopatogenetico anche nelle malattie cardiovascolari, neurologiche e neuro comportamentali; nel diabete di tipo 2; in alcune patologie dermatologiche e dell’apparato respiratorio; nei disturbi della sfera riproduttiva e nelle malattie ematologiche.

 Proprio per queste evidenze scientifiche  il Decreto legislativo n. 31 del 2 febbraio 2001, modificato e integrato con successivo D.Lgs. 27/02, in recepimento della Direttiva  europea 98/83/CE, sin dal dicembre 2003, aveva indicato il limite  massimo per l’Arsenico nelle acque  destinate a consumo umano  in 10 μg/l (microgrammi/litro) e concesso periodi di deroga a questo limite, fino a 50 microgrammi/litro, solo perché si  realizzassero interventi  efficaci e definitivi.

L’Associazione italiana medici per l’ambiente di Viterbo nel chiedere che si ponga fine ad ogni ulteriore colpevole ritardo nella soluzione di questo problema, auspica da parte di  tutte le istituzioni  preposte un impegno ancora più forte e coerente per  far rispettare il diritto alla salute, come sancito dall’art.32  della Carta Costituzionale, e di quanto disposto nel già richiamato documento della Commissione europea.

 

*

Comunicato stampa a cura dell’Associazione italiana medici per l'ambiente (International Society of Doctors for the Environment - Italia)-Isde di Viterbo

 

Viterbo, 29 novembre 2010

 

                                                        ***********

 

    Al Sindaco

All’Assessore all’ambiente

Al Presidente del Consiglio Comunale

 

Il sottoscritto consigliere comunale Alessandro Pizzi chiede che venga convocata con urgenza una commissione consiliare per seguire, quotidianamente fino alla fine dell’emergenza, l’andamento della concentrazione dell’allumino nell’acqua e per dare risposte alle esigenze dei cittadini nel periodo della crisi.

In attesa di un riscontro invio cordiali saluti.

 

Soriano nel Cimino, 25 marzo 2010

 

 

                                                                                        Il consigliere Alessandro Pizzi

                                 

                                                             **********

 

 

 

Luogo

data

Alluminio

Arsenico

 

S. Giorgio

26/07/2006

20

19

 

Cicella

24/10/2006

130

3

 

Serbatoio Chia

24/10/2006

76

7

 

Doppiogi FP

26/472007

13

 

 

Pian di Ciliano

24/05/2007

10

7

 

S. Giorgio

5/7/23007

47

20

 

 S.Eutizio serbatoio

07/06/2007

106

24

 

 Piagge serbatoio

20/02/2008

10

7,5

 

Pian di Ciliano serbatoio

30/09/2008

44

7

 

Doppioggi serbatoio

21/01/2010

1

11

 

Chia serbatoio

15/12/2009

90

6

 

S.Eutizio

15/12/2009

5

17

 

Fontana pubblica via Roma

09/06/2010

<5

12

 

Loc. Chia

06/07/2010

120

7

 

 

Luogo

data

Alluminio

Arsenico

 

S. Giorgio

26/07/2006

20

19

 

S. Giorgio

5/7/23007

47

20

 

 S.Eutizio serbatoio

07/06/2007

106

24

 

S.Eutizio

15/12/2009

5

17

 

Doppioggi serbatoio

21/01/2010

1

11

         
 

ALLUMINIO

     
 

Fontana pubblica casalaccio

26/08/2010

4

 
 

Fontana pubblica via B.Brin

27/08/2010

51

 
 

Fontana pubblica via della Rocca

28/08/2010

4

 
 

Fontana pubblica via Roma

29/08/2010

4

 
 

 

 

 

 
 

 

 

 

 
 

 

 

 

 
                 

 

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