X
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.

Campagna nonviolenta di Peppe Sini per far recedere il Governo dall' l'invio di centinaia di soldati a Mosul

 

UN MODELLO DI MOZIONE

DA PROPORRE AI CONSIGLI COMUNALI, PROVINCIALI E REGIONALI

 

Oggetto: richiesta che il Governo receda dall'annunciata intenzione di inviare centinaia di soldati italiani alla diga di Mosul in Iraq

 

Il Consiglio Comunale/Provinciale/Regionale di...

 

premesso che

la decisione annunciata dal Governo italiano di inviare centinaia di soldati alla diga di Mosul, in Iraq, si configura come un atto non adeguatamente meditato che può avere conseguenze tragiche;

*

rilevato particolarmente che

I. la diga di Mosul è a pochi chilometri dalla città che è sotto il controllo dell'Isis: sarà facilissimo per l'Isis organizzare un attentato stragista;

II. la presenza di soldati italiani alla diga di Mosul verrà percepita come occupazione militare straniera da parte di uno dei paesi che presero parte alla prima guerra del Golfo (nel corso della quale anche l'Italia partecipò ai bombardamenti), e che già occuparono il paese dopo la seconda guerra del Golfo (occupazione nel corso della quale le truppe di altri paesi della coalizione di cui anche l'Italia faceva parte commisero crimini contro l'umanità); cosicché presso un vastissimo uditorio troverà ascolto la propaganda dell'Isis che definirà la presenza dei soldati italiani come "invasione crociata" e farà di quei soldati e dell'Italia primari bersagli di attentati stragisti;

III. è quindi evidente che lungi dal proteggere l'impianto e le maestranze, la presenza dei soldati italiani alla diga di Mosul esporrà l'uno e le altre agli attentati stragisti; ed esporrà ad attentati anche la popolazione italiana tutta indifferenziatamente; così come esporrà a conseguenze letali le popolazioni abitanti nei dintorni della diga ed a valle di essa (un folle attentato che sciaguratamente provocasse la distruzione della diga avrebbe come esito un immane massacro, una catastrofe indicibile);

IV. dalla presenza dei soldati italiani e dalla concreta ed agevole possibilità di colpirli con attentati stragisti l'Isis ricaverà anche un enorme vantaggio propagandistico, e da questo vantaggio deriveranno per l'organizzazione terrorista ulteriore consenso, ulteriore espansione, ulteriori reclutamenti; cosicché è del tutto evidente che quella improvvida e insensata presenza militare italiana raggiungerà il solo risultato di favoreggiare l'organizzazione terrorista, e tanto sangue di innocenti sarà sparso assurdamente per questo esito scellerato;

V. tutti sanno che il terrorismo va contrastato con un'operazione di polizia internazionale, che ha come indispensabile prerequisito la cessazione delle guerre in corso e quindi degli interventi militari europei ed americani che l'Isis hanno fatto nascere e crescere fino alle attuali dimensioni. L'invio di soldati italiani a Mosul è del tutto controproducente: poiché di fatto contribuirà a far morire altri innocenti e con ciò rafforzerà ed estenderà il potere dell'Isis e prolungherà la schiavitù delle persone che vivono nelle zone sottoposte alla sua infame e bestiale dittatura mafiosa e nazista;

VI. occorre inoltre dire che dispiegare soldati come "security" di imprese private è un uso inammissibile, un uso inammissibile che ha già provocato delle vittime, come i pescatori indiani uccisi perché ritenuti pirati (ed un conseguente gravissimo contenzioso internazionale che tuttora perdura, nel quale sono anche state intrappolate le esistenze di due persone che potrebbero essere del tutto innocenti - e tali vanno comunque considerate fino all'emissione di una sentenza definitiva - e che da anni stanno subendo una condizione di sofferenza assolutamente ingiusta in assenza di un regolare giudizio);

VII. né si può tacere che mentre vari paesi, dagli Stati Uniti d'America alla Russia, alla Francia, a molti altri, stanno eseguendo in Iraq e in Siria una campagna di bombardamenti aerei che hanno provocato molte vittime civili - vittime due volte: della sanguinaria dittatura dell'Isis e dei bombardamenti -, inviare sul terreno soldati italiani che di alcuni di quei paesi che bombardano si presentano come alleati li espone vieppiù ad essere vittime non solo degli attentati dell'Isis ma anche della vendetta di disperati sopravvissuti ai bombardamenti dei nostri alleati;

VIII. il disegno dei terroristi è persuaderci ad assecondare i loro piani sanguinari: a rispondere ai loro attentati con atti di guerra contribuendo così ad una spirale distruttiva e onnicida, ad una escalation apocalittica che è il perno della loro retorica nichilista e della loro disumanata ideologia. Ogni intervento militare, ogni azione bellica, è un atto di folle complicità con la criminale follia dell'Isis. In Italia abbiamo conosciuto tremende stagioni di violenza terroristica - fascista, nichilista, mafiosa - e sappiamo che il terrorismo si può e si deve contrastare con la legalità che salva le vite, con la democrazia che rispetta e promuove i diritti umani, e non con la guerra e la dittatura: la guerra e la dittatura sono già terrorismo, sono l'oscena vittoria del terrorismo;

IX. l'Isis è stato creato dalle nostre guerre; proseguire sulla strada dell'intervento militare euroamericano avrà come risultato di rafforzarlo, e di far morire o ridurre in schiavitù tanti altri innocenti. Tutti gli studiosi, gli osservatori, gli operatori istituzionali onesti lo sanno e lo dicono da tempo, e chiunque può averne piena contezza se solo leggesse gli studi e i documenti degli esperti che sono ampiamente disponibili;

X. già anni fa un altro governo mandò al massacro altri soldati italiani in Iraq, le vittime della strage di Nassiriya. Il governo attuale non ripeta quel tragico errore;

*

con la presente mozione

1. chiede che il Governo receda dall'annunciata intenzione di inviare centinaia di soldati italiani alla diga di Mosul;

2. dà mandato al Presidente del Consiglio ed al Presidente della Giunta Comunale/Provinciale/Regionale di...

- di trasmettere la presente mozione al Governo nella persona del Presidente del Consiglio dei Ministri, e per opportuna conoscenza al Presidente della Repubblica, al Presidente del Senato, alla Presidente della Camera dei Deputati;

- di renderla pubblica attraverso le consuete forme di comunicazione istituzionale dell'ente (affissione all'albo, pubblicazione nel sito istituzionale, invio ai mezzi d'informazione locali e nazionali, invio ai dirigenti e agli uffici dell'ente per affissione al pubblico, invio agli altri enti pubblici del territorio, etc.);

- di promuovere l'informazione, la sensibilizzazione e l'impegno della popolazione del territorio amministrato per la pace e la difesa dei diritti umani.

 

Modello di mozione da proporre ai Consigli Comunali, Provinciali e Regionali predisposto dal "Comitato nonviolento per la revoca della decisione governativa di inviare centinaia di soldati italiani alla diga di Mosul".

 

Viterbo, 6 gennaio 2016

 

Per ulteriori informazioni: "Comitato nonviolento per la revoca della decisione governativa di inviare centinaia di soldati italiani alla diga di Mosul", presso il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: comitatononviolento@gmail.com; comitatononviolento@outlook.it; comitato_nonviolento@libero.it

 

Profilo del gestore del sito e recapiti

In evidenza

Rassegna stampa della quarta conferenza mondiale Science for Peace della Fondazione Umberto Veronesi
Stefano Montanari, esperto di nanoparticelle, interviene sulla centrale a biogas di Cerveteri
Copyright Bioidee
Realizzato con Simpleditor 1.7.5