"Il passeggero abituale... drogato dal trasporto non ha più coscienza dei poteri fisici, psichici e sociali che i piedi di un uomo posseggono"
(ivan illich)

pagina iniziale

 

NO ALL'OBBLIGO VACCINALE, NO AL PASS VACCINALE.

Riporto uno scritto del Prof. Paolo Bellavite che condivido e sottoscrivo:

Dàgli agli untori

Stamattina la giornalaia era sconvolta perché una signora, vedendo il titolo di un giornale che parlava di un uomo non vaccinato in rianimazione ha detto “ben gli sta, e che si paghi le cure”.

Un modo di pensare e di parlare che si diffonde, aizzato da giornalisti irresponsabili, virologi da strapazzo, politici in cerca di recuperare consensi. Ci si mettono persino i preti pseudoepidemiologi che espellono le pecore del gregge non inoculate.

Il 90% delle malattie tumorali e cardiovascolari (di gran lunga le principali cause di infermità croniche e morti) sono dovute a fattori facilmente evitabili eppure nessuno si permetterebbe di dire le stesse parole a un malati di cancro o di infarto.

Vuol dire che la pandemia ha causato patologia anche nell’anima della gente, nel rapporto tra società e sofferenza.

Eppure la Scienza oggi ha capito la malattia in modo incomparabilmente superiore a quanto succedeva nei secoli bui dell’ignoranza e della povertà culturale. Abbiamo tanti metodi di prevenzione e di cura, nessuno dei quali perfetto, esattamente come succede per tutte le altre malattie. Sappiamo che il virus può essere trasmesso anche da chi ha avuto un trattamento con mRNA della proteina spike.

Rivolgo un appello alle persone più responsabili tra le autorità, politici, prelati, mezzi di informazione, affinché la si faccia finita una volta per tutte di dividere la società tra buoni e cattivi e si torni alla normalità di un mondo imperfetto eppure dove valga la pena vivere in pace.
 

L’obbligo per gli operatori sanitari di farsi inoculare materiale genetico capace di produrre proteine spike è stato decretato, solo in Italia, in aprile dopo che l’ISS aveva documentato che non vi siano prove che il trattamento impedisca la trasmissione del virus.

Draghi-Cartabia: vergogna!

https://www.iss.it/documents/20126/0/Rapporto+ISS+COVID-19+n.+4_2021d.pdf/5ece92de-7793-5f04-4edb-26762a55b47b?t=1615996998754

CUB Veneto

Comunicato stampa - 18 luglio 2021
I lavoratori della sanità non accettano il ricatto "O ti vaccini o ti tolgo il salario"
I lavoratori della Sanità, ovvero gli "eroi" della pandemia 2020-2021 che hanno salvato vite umane lavorando in condizioni indicibili, trascurando riposi e affetti, ora saranno decimati perchè sospesi dal servizio in quanto non intendono, per vari motivi, sottoporsi al ricatto "o ti vaccini o ti tolgo il salario". E' quanto annunciato in questi giorni sulla stampa regionale.
Come sindacato ci siamo schierati a fianco dei sanitari che si ribellano a tale imposizione perchè troviamo inaccettabile e pericoloso questo ricatto, vile nei contenuti e nelle modalità di applicazione. La sospensione dal salario e dal servizio introdotta dal Decreto 44/2021 è totalmente deregolamentata dai contratti nazionali e dalla normativa del Pubblico Impiego e del lavoro privato; per tale motivo abbiamo considerato grave questo intervento normativo che colpisce e discrimina la categoria degli operatori sanitari ponendoli di fatto davanti alla scelta obbligata di vaccinarsi per poter mantenere il proprio stipendio e quindi sfamare i propri figli.
E' vergognosa la campagna diffamatoria messa in atto contro medici, infermieri e operatori che non si vogliono vaccinare per i più disparati motivi (ad esempio perchè sono già stati contagiati, hanno problemi di salute, hanno convinzioni personali che li inducono a non vaccinarsi): nei posti di lavoro e sulla stampa sono additati come untori e sbeffeggiati con epiteti come "No Vax". Ebbene molti di loro, se avessero la certezza che il vaccino proposto contro il sars Cov 2 garantisse realmente l'immunità, sarebbero i primi a vaccinarsi. In realtà siamo in presenza di un vaccino sperimentale che non tutela il vaccinato da ulteriori contagi e quindi, proprio per per evitare di trasmettere il contagio, a sua volta deve continuare a utilizzare i dispositivi di sicurezza (mascherine, guanti, ecc.).
Questa caccia agli untori finirà quando scopriremo i dati sui vaccinati che si sono ammalati, con i conseguenti contagi che avranno causato a loro volta: proprio per questo invieremo nei prossimi giorni una richiesta di dati in questo senso alla Regione Veneto. Inoltre saremo concretamente a fianco degli operatori sanitari con iniziative di mobilitazione in tutte le città per dire che per salvare la sanità veneta si devono affrontare problemi molto concreti come la carenza di personale, la scarsità di sale di rianimazione, lo spreco di denaro che si concretizza quando i servizi sanitari pubblici sono privatizzati.
Soprattutto a breve tutti capiremo che la campagna denigratoria contro gli Operatori sanitari "No Vax" è funzionale a distrarre l'attenzione pubblica da chi con la Pandemia e con la sanità pubblica sta facendo i propri interessi.
CUB Sanità Veneto - info cell. 340 9240822 mail veneto@cub.it

 

 

Riporto il parere del prof. Paolo Bellavite, apparso su telegram

PBellavite:

Riposi in pace

Non commento il caso di cronaca odierno, sia per rispetto della famiglia sia perché è solo un esempio di altri casi.

Mi limito a alcune considerazioni generali o domande aperte, su quanto ho sentito stamane nei GR.

- non convince che si continui a parlare di “un caso su 100.000 dosi” in condizioni in cui le segnalazioni sono basate sulla spontaneità.

- non convince che si parli solo di trombosi venose o del seno cavernoso o con poche piastrine. Le trombosi sono fenomeni legati al sangue e non solo a quello venoso.

- non convince che si getti tutta la responsabilità su Astrazeneca come se gli altri prodotti non avessero il problema.

- non convince che si getti il sospetto su un singolo lotto prima di aver qualche elemento per sospettarlo. Già in passato non era un problema di lotti.

- non convince che ora si decida di somministrare Astrazeneca solo agli ultrasessantenni, età in cui il rischio di malattie vascolari è più alto. Gran parte dei 273 decessi dopo l’inoculo (a fine aprile) erano di anziani.

- non convincono tante altre cose tra cui la mancanza di screening prevaccinali (anticorpi, coagulazione, genetica), la somministrazione a giovani e ragazzi col ricatto del green pass, la martellante pubblicità senza voci critiche, l’obbligo vaccinale ai medici, e... il fastidioso tampone nasale che mi toccherà fare - io sanissimo, non vaccinato e nutrito in modo salubre - per passare un confine verso un bel campeggio pieno di sole e aria di mare...

Riporto un articolo di Maurizio Bolognetti, dirigente del Partito Radicale, pubblicato dal Quotidiano del sud.

Il radicale Bolognetti avvia nuovo sciopero della fame contro le censure sul Covid

Il segretario di Radicali Lucani riprende la protesta: «È urgente più che mai, interrogarsi su conflitti d’interesse, lobby e pericolose commistioni tra controllore e controllato»

 

MAURIZIO BOLOGNETTI , Segretario di Radicali Lucani, membro del Consiglio generale del Partito Radicale e del Consiglio generale dell’Associazione Coscioni .

 

Dalle 23.59 del 6 giugno ho inteso riprendere lo sciopero della fame che avevo sospeso l’8 maggio. Alla luce di quel che accade e considerando che sulla vicenda Covid-19 si continua a negare dibattito in seno alla comunità scientifica, ritengo di dover tornare ad alimentare con forza la mia fame di verità.

Mentre in tutto il mondo si levano le voci di coloro che invitano a riflettere sull’opportunità di inoculare ai minori di 16 anni sieri autorizzati a condizioni, in nome di non si sa quale sicurezza e tutela della salute, si sta procedendo a portare avanti un criminale programma di vaccinazione diretto anche a classi d’età che di tutta evidenza non corrono alcun rischio.

Anzi, per dirla tutta, considerando i decessi registrati, la vaccinazione anti-Covid rappresenta per la classe d’età 0-19 anni (potremmo anche dire 0-50) un rischio di gran lunga maggiore dell’infezione da Sars-cov2.

Tutto questo avviene mentre il principale consulente di Figliuolo afferma che ci sono stati errori nella standardizzazione delle cure e che l’approccio “vigile attesa-Tachipirina” è stato “un po’ troppo minimalista”.

Tutto questo avviene mentre il Presidente del Consiglio Mario Draghi afferma “che il coronavirus può subire mutazioni pericolose che possono minare anche la campagna di vaccinazione di maggior successo”. Tutto questo avviene mentre si continuano a negare approcci terapeutici che hanno dimostrato di essere efficaci e si continuano ad avallare errori che, a questo punto, errori non sono e vanno piuttosto definiti atti criminali. C’è una scienza e una medicina che in questo Paese non hanno avuto diritto di cittadinanza.

Io chiedo che agli italiani sia data la possibilità di poter ascoltare le voci di coloro che sono stati silenziati. Chiedo che i cittadini di questo paese possano ascoltare la voce dei Donzelli, dei Garavelli, dei Serravalle, di avvocati come Alessandra Devetag.
La voce dei 93 medici israeliani che hanno detto no alla vaccinazione ai minorenni e dei 40 scienziati inglesi che hanno fatto altrettanto. Le voci di una scienza non dogmatica. Così come l’anno scorso, in tempi non sospetti, invitavo a riflettere su quel che era avvenuto in Cina, oggi torno a chiedere con forza che vengano illuminati i tanti, troppi punti bui di una emergenza sanitaria che da tragedia si è fatta farsa e che sta diventando sempre di più anche e soprattutto emergenza democratica, nutrita da un attentato ai diritti politici del cittadino.

È urgente più che mai, aggiungo, interrogarsi su conflitti d’interesse e lobby non esattamente alla luce del sole. Interrogarsi su pericolose commistioni tra controllore e controllato.

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PROF PAOLO BELLAVITE

Un’altra vittima famosa: qualcuno rifletterà un momento?

Penso (da tempo) che dovrebbero fermare la mattanza scriteriata, o almeno dichiarare una moratoria, una pausa di riflessione. Approfittando della ritirata estiva del virus.

Le autorità sanitarie e i vari comitati tecnici a partire da EMA e AIFA dovrebbero avere l’onestà e il coraggio di dire: scusate ci siamo sbagliati.

Non credo ai complotti (almeno per AIFA e EMA, sul resto non mi pronuncio). Credo ad un ERRORE nell’aver ignorato o sottostimato il pericolo delle “spikes”, che non sono solo “antigeni estranei” ma anche “tossine cardiovascolari”.

L’errore deriva almeno da tre ordini di fattori: la TEORIA molto grossolana sottostante alla tecnologia impiegata (neppure si sa il destino delle cellule “infettate” dal vaccino), la scarsa o nulla validità delle prove sui macachi (sempre che siano state cercate le cose giuste come il D-dimero), la fretta di cominciare a iniettare tutti senza aver tempo e forze da dedicare alla vaccinovigilanza.

La campagna vaccinale può anche proseguire ma con molta più prudenza, solo sulle popolazioni a rischio di complicazioni se colpite da covid, con molta vigilanza “vera”, con test sierologici prevaccinali, monitoraggio dei sintomi e interventi tempestivi, e soprattutto SENZA OBBLIGHI O RICATTI.

ORIGINE DEL VIRUS.

PROF PAOLO BELLAVITE

Assolto il povero pipistrello?

Ora Biden, curiosamente imbeccato dall’onnipresente e onnipotente Fauci, ha ordinato una inchiesta sull’origine del virus pandemico e risorgono i sospetti che qualcosa di poco chiaro sia avvenuto nel super-segreto laboratorio di Wuhan. La Cina smentisce e non vuole altre indagini.

Ovviamente, anche i massmedia di regime, finora silenti, si stanno accodando e persino i nostri “scienziati” cominciano a dubitare dell’origine naturale del SARS-CoV-2. In realtà, la cosiddetta “comunità scientifica” (che non esiste ma la tirano fuori dal cilindro quando serve) aveva subito sposato la tesi dell’origine naturale e solo pochi “dissidenti” avevano dubitato di tale teoria. Non capisco proprio perché alcuni studiosi nostrani abbiano abbracciato e cominciato a diffondere questa opinione come se fosse indiscutibile. Qualche “esperto televisivo” sostenne che l’uscita del virus da un laboratorio sarebbe una bufala stratosferica. Forse invece la bufala era la sua.

In uno scritto su “Sfero” linkato qui in fondo trascrivo il mio intervento che pubblicai su Facebook il 27 marzo 2020, a commento di un lavoro di Nature Medicine. Anche se di studi ne sono stati fatti molti in seguito, questo resta il riferimento fondamentale e può servire a capire, anche tecnicamente, i principali argomenti del contendere.

Cito anche un lavoro di autori americani (di origine cinese), uscito in settembre 2020, che analizzava le caratteristiche del virus SARS-CoV-2 (https://zenodo.org/record/4028830#.YLCFC5WP7IV): “Nonostante il suo enorme impatto, l'origine di SARS-CoV-2 è rimasta misteriosa e controversa. La teoria dell'origine naturale, sebbene ampiamente accettata, manca di un supporto sostanziale. La teoria alternativa secondo cui il virus potrebbe provenire da un laboratorio di ricerca è, tuttavia, rigorosamente censurata su riviste scientifiche peer-reviewed. Tuttavia, SARS-CoV-2 mostra caratteristiche biologiche che non sono coerenti con un virus zoonotico presente in natura. In questo rapporto, descriviamo le prove genomiche, strutturali, mediche e della letteratura che, se considerate insieme, contraddicono fortemente la teoria dell'origine naturale. L'evidenza mostra che SARS-CoV2 dovrebbe essere un prodotto di laboratorio creato utilizzando i coronavirus pipistrello ZC45 e / o ZXC21 come modello strutturale. Sulla base delle prove, postuliamo come possa essere creato un tale virus in laboratorio, dimostrando che la creazione in laboratorio di questo coronavirus è conveniente e può essere realizzata in circa sei mesi. Il nostro lavoro sottolinea la necessità di un'indagine indipendente nei laboratori di ricerca che si occupano di ricerche in questo campo e la necessità di un'analisi critica di alcuni dati utilizzati per sostenere e rivendicare un'origine naturale della SARS-CoV-2. Dal punto di vista della salute pubblica, queste azioni sono necessarie in quanto la conoscenza dell'origine della SARS-CoV-2 e di come il virus è entrato nella popolazione umana sono di fondamentale importanza nel controllo della pandemia attuale e nella prevenzione di simili future pandemie.”

Qui il mio lavoro su Sfero:https://sfero.me/article/storia-prime-discussioni-origine-sars-cov

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NATALE 2018.

GLI AUGURI DI P.P. PASOLINI 

Tanti auguri ai fabbricanti di regali pagani! Tanti auguri ai carismatici industriali che producono strenne tutte uguali!

Tanti auguri a chi morirà di rabbia negli ingorghi del traffico e magari cristianamente insulterà o accoltellerà chi abbia osato sorpassarlo o abbia osato dare una botta sul didietro della sua santa Seicento!

Tanti auguri a chi crederà sul serio che l’orgasmo che l’agiterà – l’ansia di essere presente, di non mancare al rito, di non essere pari al suo dovere di consumatore – sia segno di festa e di gioia!

Gli auguri veri voglio farli a quelli che sono in carcere, qualunque cosa abbiano fatto (eccettuati i soliti fascisti, quei pochi che ci sono); è vero che ci sono in libertà tanti disgraziati cioè tanti che hanno bisogno di auguri veri tutto l’anno (tutti noi, in fondo, perché siamo proprio delle povere creature brancolanti, con tutta la nostra sicurezza e il nostro sorriso presuntuoso).

Ma scelgo i carcerati per ragioni polemiche, oltre che per una certa simpatia naturale dovuta al fatto che, sapendolo o non sapendolo, volendolo o non volendolo, essi restano gli unici veri contestatori della società. Sono tutti appartenenti alla classe dominata, e i loro giudici sono tutti appartenenti alla classe dominante'

Pasolini da Saggi sulla politica e sulla società, di P.P. Pasolini, a cura di Walter Siti e Silvia De Laude, Mondadori, Milano, 1999

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Pubblico la lettera del Dr Dario Miedico indirizzata all'Ordine dei medici di Milano.

Il Dr Dario Miedico ha fondato con Giulio A. Maccacaro Medicina Democratica, movimento che è diventato un esempio per la sinistra per le lotte condotte negli anni settanta per la salute nelle fabbriche e nei quartieri insieme agli operai dando un contributo essenziale alla critica della scienza ufficiale gettando le basi per una ricerca scientifica vicina ai bisogni delle persone.

Il dr Dario Miedico è stato radiato dall'Ordine dei medici per aver criticato la legge Lorenzin sui vaccini. Tutto questo è avvenuto nel silenzio più assurdo e vergognoso della sinistra italiana che ha perso la memoria delle lotte operaie e di popolo, come quelle condotte dal dr Dario Miedico, per abbracciare il pensiero unico del liberismo in economia e dello scientismo nella scienza.

L'altro dottore radiato per gli stessi motivi è Roberto Gava iscritto all'associazone ISDE, associazione di medici che lotta per la difesa dell'ambiente contro l'inquinamento.

Queste radiazioni rappresentano un attentato alla democrazia e alla Scienza da parte dei governi del PD oltre una violazione del diritto di critica e di libertà di espressione delle opinioni.

Il decreto Lorenzin sui vaccini si basa sull'arroganza, sulla disinformazione e sulla non conoscenza degli argomenti trattati, è solo simbolo del potere che non ha nulla a che vedere con la Scienza.

Per leggere la lettera cliccare qui.

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 A proposito dei vaccini, pubblico l'appello di più di 100 medici al irettore dell'Istituto Superiore di Sanità per riconsiderare l'obbligatorietà della vaccinazione. Il documento prefigura una società democratica e attenta alla salute psico fisica dei cittadini, in particolare dei più deboli e dei più poveri.

L'appello è del 2015 

Di seguito l'appello:

 

Ill.mo Prof. Ricciardi,

le Sue recenti prese di posizione pubbliche in merito alle vaccinazioni pediatriche ci inducono a scriverLe per chiarirLe alcuni aspetti che meritano un approfondimento e una riflessione serena.

Oggigiorno, un qualsiasi medico dotato di buon senso e di un minimo di conoscenza scientifica non può essere contro le vaccinazioni pediatriche e infatti conosciamo tutti l’utilità di questa pratica sanitaria.

Molti anni di studio quotidiano della letteratura scientifica, con la quale abbiamo sempre documentato le nostre affermazioni e pubblicazioni sia scientifiche sia divulgative, ci hanno permesso di conoscere a fondo l’utilità ma anche i limiti delle vaccinazioni, che all’inizio noi sostenevamo e che molto frequentemente anche praticavamo. Però, questi 35-40 anni di pratica medica specialistica accanto al bambino malato, non frettolosa ma fatta di osservazione e di ascolto, di considerazione di quello che lui ci comunica e subliminale e di quello che i genitori raccontano, ci ha aperto gli occhi sulla realtà delle reazioni avverse causate dalle vaccinazioni pediatriche.

Ci siamo infatti accorti che, dopo un’osservazione minuziosa e prolungata nel tempo di bambini vaccinati e non vaccinati, questi ultimi appaiono indubbiamente e globalmente più sani, meno soggetti alle patologie infettive, specie delle prime vie aeree, meno soggetti ai disturbi intestinali e alle patologie croniche, meno soggetti a patologie neurologiche e comportamentali e scarsi consumatori di farmaci e di interventi sanitari. Può capire, quindi, che la nostra osservazione non è rivolta solo alle patologie specificatamente interessate dalle vaccinazioni, ma alla salute globale del bambino, perché crediamo che questa sia la finalità e il dovere di ogni Medico. Certo, è un dato che nasce dall’esperienza clinica quotidiana ma siamo disponibili a partecipare a un’indagine organizzata dal Suo Istituto che confronti nel modo più rigoroso lo stato di salute dei bambini completamente vaccinati con quella dei bambini mai vaccinati.

Pertanto, per quanto riguarda le reazioni avverse causate dalle vaccinazioni pediatriche, noi non intendiamo solo quelle reazioni gravi, mortali o gravemente invalidanti, che ogni tanto si possono avere e che nessun medico dotato di buon senso osa negare. Ci riferiamo invece a quella parte molto più numerosa di effetti indesiderati che sembrano essere collaterali alla pratica vaccinale e che sono frutto di una alterazione immunitaria tutt’altro che irrilevante per un neonato o comunque per un organismo immunologicamente immaturo.

Sono queste conseguenze della pratica vaccinale che ci preoccupano, perché notiamo che dopo le vaccinazioni molti bambini, ad esempio, reagiscono con l’innalzamento della temperatura (che è una classica reazione immunitaria ad una noxa esterna), subiscono un’alterazione di quelle che prima erano le loro normali funzioni digestive e/o della regolarità del loro ritmo sonno-veglia (espressione di una risposta multisistemica), diventano più irritabili, piangono in modo inconsolabile e regrediscono in alcune abilità prima acquisite (a testimonianza che c’è stato una irritazione a livello del sistema nervoso centrale).

Queste evidenze, che qualsiasi medico attento e osservatore può notare ovviamente non in tutti ma in alcuni bambini da poco vaccinati, ci hanno interrogati sulla innocuità non tanto del singolo vaccino, ma specialmente sul modo in cui noi oggi pratichiamo le vaccinazioni pediatriche.

Sappiamo tutti che i germi vengono fermati dalle barriere fisiologiche di un organismo con sistema immunitario normofunzionante, sappiamo che c’è un’interazione essenziale tra i Pathogen-Associated Molecular Pattern (PAMP) dei germi e i Toll-Like Receptors (TLR) e che la stimolazione di questi recettori attiva una via di segnalazione che comporta l’induzione di geni anti-microbici, di citochine pro-infiammatorie (IL-1β, TNF-α, IL-6) e di prostaglandine che inducono un’attivazione del sistema immunitario, mentre l’inoculazione parenterale degli antigeni vaccinali induce una soppressione immunitaria (anche se quasi sempre temporanea).

Pertanto, se lasciamo da parte affermazioni non supportate scientificamente, come quelle di coloro che dicono che un neonato viene a contatto attraverso le mucose con molti più antigeni batterici e virali di quelli contenuti nelle fiale vaccinali, dimenticando che i vaccini a cui ci riferiamo in questo contesto by-passano completamente le barriere fisiologiche dell’organismo pediatrico ed entrano direttamente in circolo, e se lasciamo da parte affermazioni semplicistiche che i vaccini sono assolutamente sicuri, dimenticando le numerosissime revoche di commercializzazione di molte loro specialità, i numerosi casi mortali riportati in letteratura poche ore dopo la loro somministrazione, non possiamo non osservare che la pratica vaccinale attuale offre il fianco a molte perplessità e per questo è sede di accese dispute in ambito scientifico, sia per le sue conseguenze sul sistema immunitario sia perché è basata su un trattamento di massa che prevede la somministrazione a tutti i bambini degli stessi vaccini ad una medesima e precocissima età, senza tener conto dell’anamnesi familiare e personale e dello stato differente di salute dei piccoli e dell’ambiente in cui vivono.

Noi crediamo che la Medicina del Futuro, alla quale ogni Operatore Sanitario è chiamato a dare il piccolo ma sempre prezioso apporto, sarà una Medicina dove si imporrà la Prevenzione Primaria e questa non può certamente essere basata sull’uso dei farmaci, ma prima di tutto su una corretta igiene di vita (alimentare, cinetica, psicologica, socio-culturale, ecc.) e su azioni di salvaguardia e di bonifica dell’ambiente, argomento quest’ultimo che è diventato un’emergenza primaria che secondo noi avrebbe bisogno, da parte Sua e dell’Istituto che Lei presiede, di interventi immediati che riteniamo addirittura molto più prioritari di quelli riguardanti le vaccinazioni.

Considerazioni preliminari

1 – Obiettivo della Medicina Preventiva è quello di proteggere i bambini dalle malattie ricorrendo a trattamenti di provata innocuità (Primum non nocere), pertanto senza sottoporli ad alcun rischio farmacologico.

2 – La Farmacologia Moderna, ad esclusione di condizioni estreme di emergenza pubblica, non contempla farmaci che possono essere somministrati in modo generalizzato, incondizionato e indiscriminato a tutta la popolazione, cioè senza un adeguato studio della persona volto a personalizzare il trattamento e valutare correttamente il rapporto rischio/beneficio per ogni singolo ricevente.

3 – I vaccini sono farmaci veri e propri e come tali hanno indicazioni, non indicazioni e controindicazioni, perciò possono sicuramente causare anche reazioni avverse.

4 – Se usati adeguatamente e attentamente personalizzati, i vaccini possono essere molto utili per ridurre nel ricevente la probabilità di ammalarsi di alcune specifiche patologie infettive.

5 – La Legge italiana attuale impone 4 vaccinazioni pediatriche obbligatorie (antidifterica, antitetanica, antipoliomielitica e antiepatitica B), ma la prassi quotidiana ne somministra 7 senza spiegazione e possibilità di appello.

6 – Nelle attuali condizioni socio-sanitarie del nostro Paese, non sembra essere assolutamente né necessario né urgente ricorrere alle vaccinazioni di massa con 7 vaccini contemporanei nei primissimi mesi di vita, quando il sistema immunitario è totalmente immaturo e quindi facilmente squilibrabile. Infatti, la quasi totalità dei Paesi dell’Europa Occidentale non impone alcuna vaccinazione, ma si limita a formulare delle raccomandazioni: dei 29 Paesi dell’Unione Europea (i 27 dell’UE più Norvegia e Islanda), 17 non hanno alcuna vaccinazione obbligatoria (quasi tutti i Paesi dell’Europa Occidentale più Estonia e Lituania); tra i Paesi dell’Europa Occidentale, hanno vaccinazioni obbligatorie solo Italia e Grecia (con 4 vaccini) e Francia (con 3 vaccini).

7 – Oggi i bambini sono immunologicamente più deboli dei coetanei di qualche decennio fa per molteplici motivi: maggior numero di fattori di malattia o di non-salute nei genitori; alimentazione nutrizionalmente più povera e squilibrata; ambiente più inquinato; più facile ricorso a trattamenti farmacologici sia nella madre durante gravidanza, parto e/o allattamento, sia nel neonato; maggior incidenza di parti cesarei, ecc. (sottolineatura non degli autori)

8 – La letteratura scientifica attuale conferma l’evidenza clinica che quanto maggiore è il numero dei vaccini somministrati contemporaneamente e quanto più è piccolo e/o nato prematuramente il bambino, tanto maggiori sono i rischi di reazioni avverse.

9 – Le attuali conoscenze di immunologia non considerano razionale la somministrazione parenterale contemporanea di 7 antigeni vaccinali ad un neonato di pochi mesi di vita, anche perché in Natura, indipendentemente dal grado di contagio, non si manifestano mai simultaneamente 7 patologie infettive e ciò significa che l’organismo non è fisiologicamente idoneo a gestire una tale evenienza.

10 – Se esistono vaccini pediatrici multipli, non capiamo perché non debbano essere commercializzati anche i medesimi vaccini singoli; infatti, ad esempio, non è chiaro perché una donna, che prima di una eventuale futura gravidanza desideri vaccinarsi contro la rosolia, debba essere obbligata ad inocularsi anche i vaccini contro il morbillo e la parotite (vaccino MPR).

11 – Nella letteratura scientifica, soprattutto negli USA, esiste attualmente una accesa discussione sia sul rapporto rischio/beneficio del vaccino trivalente MPR (contro Morbillo-Parotite-Rosolia) a virus vivi attenuati, sia sull’utilità e sull’efficacia del vaccino anti-HPV (contro il Papillomavirus Umano).

12 – Quest’ultimo è stato commercializzato molto prima che fossero disponibili dati certi sulla sua capacità di ridurre il rischio di tumore della cervice uterina e a tutt’oggi sono disponibili solo estrapolazioni statistiche sulla reale capacità di prevenzione tumorale da parte del vaccino anti-HPV (in ogni caso, sappiamo che può potenzialmente proteggere solo verso 2 dei 13 genotipi virali ad alto rischio oncologico); inoltre, mancano totalmente dei dati longitudinali di farmacovigilanza attiva sul suo reale rapporto rischio/beneficio dopo somministrazione in bambine di 11-12 anni d’età (per tale motivo in alcuni Paesi il vaccino è stato ritirato per precauzione e in Francia, Spagna e Italia centinaia di medici hanno firmato una petizione per sospenderne l’inoculazione).

13 – Recentemente, il vaccino antinfluenzale viene consigliato anche nei bambini sotto l’anno di età, ma è noto che le prove scientifiche che avvalorano la sua efficacia e il suo rapporto rischio/beneficio sono estremamente scarse, deboli e discutibili, sia per la vaccinazione pediatrica che per quella dell’adulto.

14 – I bambini nati prematuri o che hanno riportato una patologia acuta nei primi mesi di vita o che sono ancora affetti da qualche patologia infettiva acuta o che l’hanno superata da poche settimane o che hanno ricevuto farmaci interferenti con il sistema immunitario (antibiotici, cortisonici e/o altri immunosoppressori) nei primi mesi di vita o che hanno subito interventi chirurgici in anestesia generale o che hanno alterazioni immunitarie o che sono figli di genitori con patologie immunitarie o metaboliche o che vivono intensi (per loro) stress psichici o che si trovano in qualsiasi altra condizione squilibrante il loro già debole e precario equilibrio immunitario, sono sicuramente a maggior rischio di danni vaccinali.

15 – Le reazioni avverse dei vaccini non dipendono solo dalla componente antigenica di questi ultimi, ma anche dai loro componenti tossicologici (adiuvanti e conservanti) e sappiamo bene che l’innocuità a lungo termine della somministrazione parenterale in neonati di questi composti, singoli e/o variamente associati tra loro, non è sufficientemente dimostrata, mentre esistono prove scientifiche della tossicità e pericolosità isolata di alcuni di essi, sia in vitro, sia negli animali da laboratorio, sia nell’uomo. Inoltre, è noto che più è piccolo il bambino, maggiore deve essere la quota di antigene necessaria a innescare la risposta immunitaria.

16 – Purtroppo, nel nostro Paese la pratica della segnalazione delle sospette reazioni avverse a farmaci e vaccini è poco attuata e in alcuni casi è addirittura misconosciuta o addirittura ostacolata, per cui queste segnalazioni sono fortemente sottostimate sia quantitativamente che qualitativamente.

17 – Da molti anni giungono nel nostro Paese, rispetto altri Paesi europei, numerosi immigrati extracomunitari e questo dato suscita allarmi ingiustificati: il fenomeno migratorio, ormai consolidato da decenni in Europa, non ha mai causato la diffusione di poliomielite o difterite neanche nei Paesi europei che hanno basse coperture vaccinali, per esempio come l’Austria (circa 85% di copertura vaccinale: dati OMS e Unicef). È noto invece che gli immigrati, a causa delle precarie condizioni di vita in cui si vengono a trovare, possono essere portatori di ben altre patologie, come tubercolosi, scabbia, salmonellosi, ecc. (sottolineatura non degli autori)

18 – In queste ultime settimane si sta parlando molto di “crollo delle coperture vaccinali” in Italia, ma verificando il dato su Epicentro, abbiamo notato che la flessione media nella copertura è stata molto debole (Allegato 1).

19 – Inoltre, non dimentichiamo che il dato del 95% di copertura vaccinale è l’obiettivo prefissato dal Piano Nazionale Vaccini, non però dalla letteratura scientifica. Per fare un esempio, nel libro Vaccines di Stanley A. Plotkin, Walter A. Orenstein e Paul A. Offit, con la prefazione di Bill Gates (autori notoriamente favorevoli alla pratica vaccinale), sono riportate le soglie ritenute necessarie per ogni malattia infettiva per ottenere la cosiddetta immunità di gregge (herd immunity) nei Paesi occidentali. La tabella riportata (Allegato 2) evidenzia chiaramente che la soglia minima del 95% è totalmente ingiustificata e non deve spaventare.

20 – I dati epidemiologici attuali riguardanti la poliomielite dimostrano che non c’è alcuna evidenza scientifica che il calo delle coperture vaccinali sotto il 95% ponga la popolazione a rischio di epidemie infettive (cfr. ad esempio l’esperienza di Austria, Bosnia e Ucraina). Molti Paesi appartenenti a Regioni geografiche OMS delle Americhe e del Pacifico sono “Polio Free” nonostante abbiano coperture vaccinali ritenute nettamente al di sotto del 95%. Questo tetto percentuale, inoltre, è frutto di una stima statistica e ha un valore puramente orientativo.

21 – Oggi viviamo in un ambiente gravemente inquinato dal punto di vista tossicologico e la letteratura scientifica di questi ultimi anni correla l’inquinamento con molte patologie sia neuropsichiatriche, sia metaboliche, sia degenerative del bambino, patologie che hanno sempre alla base un interessamento immunitario sul quale l’alterazione indotta da precoci e multiple vaccinazioni può aggiungersi come fattore sinergico paragonabile a quella “goccia che può far traboccare il vaso”. (sottolineatura non degli autori)

La nostra proposta, pertanto, è così articolata

1 – Obiettivo di ogni trattamento medico deve essere sempre la sua personalizzazione, perché deve essere adattato alle caratteristiche personali, nutrizionali, familiari, ambientali e sociali di ogni singola persona. La ricerca medica va in questa direzione: si punta sulla personalizzazione della terapia, si cercano i farmaci più efficaci ad esempio anche in base al genoma dell’individuo.

2 – I genitori sono i primi responsabili della salute dei loro figli. Nell’ambito dei temi sociali oramai correnti e universalmente accettati della democratizzazione della Medicina, della libertà di scelta terapeutica, della collaborazione del paziente con il medico all’atto terapeutico e dell’obbligatorietà della consapevolezza, cioè del “consenso informato” da parte del paziente, i genitori dovrebbero essere esaustivamente informati sulla reale necessità e sul rischio/beneficio di ciascun vaccino pediatrico. Di tale azione e responsabilità dovrebbero essere investiti anche i Pediatri di Libera Scelta e le Istituzioni Sanitarie locali.

3 – Nel rispetto della Costituzione Italiana, per garantire la vera tutela della salute è necessario che chi opera nel campo sanitario pubblico non si trovi in alcuna condizione di conflitto di interessi.

4 – Per l’adeguamento dell’Italia alle norme vaccinali attualmente in uso in tutti gli Stati Europei socialmente e culturalmente simili al nostro (come Regno Unito, Germania, Austria, Spagna, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Svezia, Portogallo), riteniamo doveroso che venga superato l’obbligo vaccinale. Le mutate condizioni socio-sanitarie e le maggiori consapevolezza, responsabilità e maturità delle attuali e future nuove generazioni di genitori permettono sicuramente di impostare una Medicina Preventiva più moderna e farmacologicamente più razionale, cioè personalizzata in base alle caratteristiche biopatografiche e ambientali dei vaccinandi. Un tale approccio, inoltre, ridurrebbe sicuramente il rischio degli effetti indesiderati dei vaccini.

5 – Prima della vaccinazione, il Pediatra di Libera Scelta dovrebbe raccogliere una dettagliata anamnesi dei genitori, dei parenti prossimi e del bambino stesso, considerando tutti i fattori che influenzano la salute di quest’ultimo nella sua globalità, perché su di lui si ripercuotono anche le condizioni socio-ambientali del territorio in cui vive e quelle lavorative, economiche, nutrizionali, tossicologiche e psico-comportamentali dei componenti della sua famiglia. (sottolineatura non degli autori)

6 – Prima della vaccinazione, il Pediatra di Libera Scelta dovrebbe escludere prudenzialmente eventuali controindicazioni alle vaccinazioni e a tale scopo, nel caso lo ritenesse opportuno, dovrebbe eventualmente sottoporre il bambino ad accertamenti laboratoristico-strumentali volti a valutare le sue condizioni immunitarie e nutrizionali, ricercando in particolare la presenza dei marker di flogosi.

7 – Nel momento della vaccinazione, il bambino deve essere sempre in perfetta salute, sia fisica che psichica.

8 – Il Medico Vaccinatore dovrebbe eseguire la vaccinazione solo dopo aver escluso eventuali malattie acute recenti o in atto, dopo aver escluso la presenza di eventuali controindicazioni e dopo aver visitato attentamente il vaccinando: è ovvio che un bambino ha diritto alla massima attenzione.

9 – Nel rispetto della Legge attuale, deve essere garantita la possibilità di eseguire solo le 4 vaccinazioni obbligatorie.

10 – Per ridurre il rischio di reazioni avverse dei vaccini, le vaccinazioni obbligatorie dovrebbero essere iniziate almeno nel secondo semestre di vita, ma dato che ci possono essere delle condizioni specifiche che consiglino un uso anticipato o posticipato di qualche vaccinazione, è necessario che tutti i vaccini (non solo i 4 obbligatori per il nostro Paese, ma anche gli altri, specificatamente quello per la rosolia) vengano commercializzati anche singolarmente per permettere la massima personalizzazione terapeutica.

11 – Allo scopo di essere stimolati a crescere sempre più in consapevolezza e responsabilità verso la pratica vaccinale attuata nei loro figli, i genitori dovrebbero ricevere dal Medico Vaccinatore le schede tecniche dei vaccini in modo da conoscere le proprietà, le controindicazioni, le componenti tossicologiche e le reazioni avverse di ogni farmaco che loro figlio riceverà e poter eventualmente segnalare prontamente eventuali reazioni avverse. Medici e personale addetto alla somministrazione dei vaccini dovrebbero essere opportunamente formati per rendere facilmente fruibili da parte di tutti i genitori tali informazioni.

12 – Nello stesso momento, i genitori hanno il dovere e il diritto di essere informati sull’esistenza della Legge 210 del 1992 inerente le modalità per ottenere l’indennizzo per i danni vaccinali; una legge che deve essere reperibile, esposta e ben consultabile presso la sede dei Servizi di Igiene e di Immunoprofilassi.

13 – Alla luce del fatto che i vaccini, come tutti i farmaci, possono causare dei danni nel vaccinato, sia a rapida che a lenta e tardiva comparsa, per il bene del proprio figlio e per un dovere morale nei confronti degli altri bambini che in futuro verranno vaccinati, i genitori devono essere anche adeguatamente istruiti a segnalare una qualsiasi alterazione o anomalia o cambiamento fisico e/o psichico nel bambino da poco vaccinato avvisando tempestivamente il proprio Pediatra di Libera Scelta e chiedendo, oltre all’ovvia visita medica del piccolo paziente, anche un adeguato trattamento curativo dei disturbi in atto e un trattamento preventivo verso eventuali ulteriori aggravamenti che potrebbero comparire a breve e/o lungo termine.

14 – Nel caso abbia il semplice sospetto di una reazione avversa vaccinale, il Pediatra di Libera Scelta ha sempre il dovere di compilare la scheda di Segnalazione di Sospetta Reazione Avversa (D.M. 23.12.2003). A nostro avviso, va ripristinato l’obbligo di segnalazione della sospetta reazione avversa, accanto ad un meccanismo di incentivazione di questa pratica.

A nostro avviso, un tale approccio vaccinale garantirebbe una migliore difesa della salute pediatrica nei confronti delle malattie infettive ponendo più attenzione ai nostri figli, riducendo il rischio dei danni da vaccino e personalizzando ogni intervento preventivo adattando le più recenti conoscenze scientifiche alle reali necessità pediatriche individuali in considerazioni anche delle attuali modificate condizioni socio-ambientali del nostro Paese.

Questa lettera è stata firmata solo da alcuni di noi per motivi di semplicità, ma sono moltissimi i Medici e le Associazioni che condividono questi concetti che Le abbiamo esposto.

Inoltre, siamo altrettanto certi che sarebbero pronti a firmare decine di migliaia di genitori italiani che si basano su questi principi e che prima di noi si sono accorti che le vaccinazioni pediatriche praticate nel modo finora utilizzato hanno causato dei danni lievi o gravi ai loro figli.

Se il tema delle vaccinazioni è fortemente dibattuto a livello internazionale in questi ultimi anni, è perché l’argomento è ancora scientificamente aperto e allora se vogliamo servire la Verità abbiamo solo una possibilità: unirci tutti attorno ad un tavolo scientifico e discutere l’argomento con cuore aperto e libero da conflitti di interesse. Questo è il Bene della Medicina, il resto è coercizione cieca e scontro frontale che prima o poi si rivelerà contro tutti noi.

Inoltre, noi non chiediamo di andare contro le linee guida internazionali sulle vaccinazioni pediatriche, ma desideriamo aiutare l’Italia ad avanzare nel cammino della Comunità Europea verso la liberalizzazione delle vaccinazioni lasciando ai genitori, dopo averli concretamente e correttamente informati sui pro e contro dei farmaci vaccinali, la decisione finale di accettare o meno questo trattamento.

In fin dei conti, i genitori di oggi esigono giustamente di svolgere i loro diritti di primi seppur non unici responsabili della vita e della salute dei loro figli, ma è palese che in questo cammino hanno bisogno di essere guidati e consigliati dagli Specialisti del settore, in particolare da coloro che sono investiti di cariche istituzionali.

Auspicando che Lei e il Suo autorevole Istituto abbiate compreso la motivazione profonda che ci ha spinti a scrivere questo documento, cogliamo l’occasione per porgere cordiali saluti

Roberto Gava, farmacologo, tossicologo e cardiologo, Vice-Presidente AsSIS (Padova)
Eugenio Serravalle, pediatra, puericultore e patologo neonatale, Presidente AsSIS (Pisa)
Maurizio Proietti, ricercatore dell’ISDE e Presidente Commissione Scientifica AsSIS (L’Aquila)
Antonio Abbate, medico di medicina generale (Roma)
Teresa Adami, infettivologa (Verona)
Damiana Alberti, medico psicoterapeuta (Genova)
Carlo Alessandria, gastroenterologo (Torino)
Paolo Domenico Algostino, pediatra (Torino)
Giovanni Alvino, ginecologo, urologo (Salerno)
Rosario Amelio, dirigente medico (Catanzaro)
Maria Cristina Andreotti, medico di medicina generale (Modena)
Marialisa Angeli, pediatra (Aosta)
Caterina Arcanà, ginecologa (Messina)
Gaetano Arcovito, psichiatra (Messina)
Andrea Aversa, medico di medicina generale (Napoli)
Rita Baraldi, radiologa (Ferrara)
Maurizio Bardi, medico di medicina generale (Milano)
Domenico Battaglia, urologo e andrologo (Ferrara)
Biagia Antonina Bellia, pediatra (Catania)
Cinzia Pia Benedetto, pediatra (Roma)
Innocenza Berni, medico di medicina chimico-clinica (Viterbo)
Laura Bertelè, medico di terapia fisica e riabilitazione motoria e psicologa (Lecco)
Mario Berveglieri, specialista in pediatria (Ferrara)
Elena Beziza, anestesista (Milano)
Mariarosa Bonazzoli, medico di medicina generale (Novara)
Laura Borghi, medico di medicina chimico-clinica (Milano)
Luigi Brunino, medicina fisica e riabilitazione (Padova)
Paolo Campanella, medico di medicina generale (Varese)
Mattia Canetta, medico di medicina interna (Roma)
Maurizio Cannarozzo, medicina del lavoro e psicoterapeuta (Trieste)
Guido Cantamessa, medico di medicina generale (Bergamo)
Flora Cappellin, psichiatra (Torino)
Marco Cavo, cardiologo (Milano)
Carlo Cenerelli, medico di medicina generale (Milano)
Remigio Cenzato, medico di medicina generale (Venezia)
Anna Cesa-Bianchi, pediatra e medico in scienza dell’alimentazione (Sondrio)
Goffredo Chiavelli, pediatra (Treviso)
Giancarlo Cimino, pediatra (Cagliari)
Salvatore Coco. medico di medicina generale (Catania)
Marco Colla, chirurgo d'urgenza (Biella)
Donatella Confalonieri, infettivologa (Mantova)
Ruggero Alberto Consarino, ginecologo (Modena)
Maurizio Conte, pediatra (Roma)
Mariella Cordella, medico di medicina generale (Bologna)
Marisa Cottini, ginecologa (Torino)
Marcello Dalloni, ginecologo (Pesaro)
Eugenio De Blasi, medico di medicina generale (Milano)
Tommaso De Chirico, pneumologo (Milano)
Beatrice Dedor, medico delle cure palliative oncologiche (Milano)
Elena De Giosa, medicina del lavoro (Monza e Brianza)
Monica Delucchi, medico di medicina interna (Genova)
Emilio De Tata, medico sportivo (Reggio Emilia)
Vincenza Di Meglio, medico di medicina interna (Bologna)
Sebastiano Di Salvo, medico di medicina interna (Catanzaro)
Gustavo Dominici, medico di medicina generale (Roma)
Sabine Eck, medico di medicina generale (Modena)
Giuseppe Fagone, medico di medicina generale (Milano)
Paola Fava, medico sportivo (Bologna)
Luisa Ferla, neurologa (Torino)
Maria Luisa Ferrari, specialista in pediatria (Ferrara)
Guglielmo Ferraro, odontoiatra (Salerno)
Fedora Fornaini, anestesista (Livorno)
Andreina Fossati, medico di medicina generale (Napoli)
Giovanna Gallerani, pediatra e neuropsichiatra infantile (Bologna)
Egidio Galli, medico dello sport (Messina)
Elisabetta Galli, medico nutrizionista (Monza e Brianza)
Paolo Garati, medico di medicina generale (Torino)
Lucia Gasparini, endocrinologa (Roma)
Maurizio Giacometti, medico di medicina generale (Bergamo)
Giovanna Gigli, medico e psicologo clinico (Milano)
Giovanna Giorgetti, medico di medicina generale (Terni)
Paolo Giraudo, medico di medicina generale (Torino)
Barbara Grandi, ginecologa (Siena)
Daniele Grassi, urologo (Bologna)
Maria Rita Gualea, medico dello sport (Pavia)
Emilio Iodice, medico di igiene e medicina preventiva, pneumologo e neurologo (Novara)
Giuseppe Leardini, medico di medicina generale (Rimini)
Giuseppe Leone, nutrizionista (Reggio Calabria)
Carmine Lo Schiavo, medico di medicina generale (Chieti)
Alfredo Lubrano, medico di medicina generale (Napoli)
Alberto Magnetti, medico di medicina generale (Torino)
Claudio Mangini, medico di medicina generale (Genova)
Francesco Marino, ematologo (Roma)
Angelo Masi, medico di medicina generale (Bologna)
Chiara Matteoli, medico di medicina generale (Pisa)
Loredana Mattioli, medico di medicina generale (Reggio Emilia)
Pindaro Mattòli, medico di medicina generale (Perugia)
Dario Mazza, odontoiatra (Roma)
Alberto Mazzocchi, chirurgo maxillo-facciale (Bergamo)
Carlo Melodia, medico e biologo (Napoli)
Giacomo Merialdo, igiene e medicina preventiva (Genova)
Simona Mezzera, medico di medicina generale (Firenze)
Dario Miedico, medico legale (Genova)
Monica Monaco, statistica (Bologna)
Livia Mondina, ginecologica (Milano)
Marco Montaldo, pediatra (Cuneo)
Giampiero Moruzzi, medico di medicina generale (Bologna)
Teresa Mosca, ginecologa (Livorno)
Annalisa Motelli, medico del lavoro (Milano)
Gennaro Muscari Tomaioli, medico di medicina generale (Venezia)
Maria Grazia Musso, medico di medicina generale (Genova)
Paola Nannei, pediatra e radiologa (Milano)
Gabriella Niort, endocrinologa (Torino)
Laura Olivero, medico di medicina generale (Torino)
Roberto Olivi Mocenigo, odontoiatra infantile (Modena)
Paola Pamich, medico di medicina generale (Genova)
Maria Paregger, medico di medicina generale (Bolzano)
Veronica Petraglia, medico di medicina generale (Bologna)
Roberto Petrucci , medico di medicina generale (Milano)
Mauro Piccini, medico di medicina generale (Novara)
Chiara Piccinini, medico audiopsicofonologo e biologo (Modena)
Rosella Pierdomenico, pediatra (Ascoli Piceno)
Massimo Pietrangeli, pediatra (Pescara)
Miriam Pisani, medico di igiene e medicina preventiva (Torino)
Emma Pistelli, odontostomatologa (Pistoia)
Raffaella Pomposelli, medico di medicina generale (Milano)
Giuliano Poser, medico sportivo (Pordenone)
Massimo Presacco, medico di medicina generale (Padova)
Luciano Proietti, pediatra e chirurgo pediatra (Torino)
Pietro Rabolli, pneumologo (Savona)
Orazio Raffa, medico genetista e di igiene e medicina preventiva (Messina)
Paolo Roberti di Sarsina, psichiatra (Bologna)
Adele Alma Rodriguez, Presidente LUIMO (Napoli)
Andrea Roncato, fisiatra (Padova)
Antonia Mariapia Ronchi, medico di medicina generale (Milano)
Anna Paola Rosaspina, medico di medicina generale (Bologna)
Gisella Ruzzu, pneumologa (Genova)
Mariateresa Sacchi, pediatra (Milano)
Cristiana Salvadori, medico di medicina generale (Pisa)
Guido Sartori, medico ayurveda (Bologna)
Romana Sartori, medico di medicina generale (Monza e Brianza)
Nicoletta Scoz, endocrinologa e medico delle malattie del ricambio (Bologna)
Sergio Segantini, medico di medicina generale (Firenze)
Francesco Siccardi , medico di medicina generale (Savona)
Chiara Simoncini, medico di medicina generale (Pisa)
Mario Soliani, pediatra (Reggio Emilia)
Maria Grazia Tamburini, geriatra (Bologna)
Carlo Tonarelli, pediatra e neonatologo (Genova)
Diego Tomassone, medico nutrizionista (Torino)
Danilo Toneguzzi, psichiatra e psicoterapeuta (Pordenone)
Elena Tonini, psicoterapeuta (Brescia)
Mariateresa Torri, pediatra (Milano)
Silvana Santoro, medico di medicina generale (Bologna)
Ermatea Trabucco, medico di medicina generale (Salerno)
Anna Truci, medico di medicina generale (Firenze)
Pierluigi Tubia, medico di medicina generale (Venezia)
Giancarlo Usai, infettivologo (Perugia)
Mariateresa Ventrella, pediatra e neuropsichiatra infantile (Bologna)
Franco Verzella, oculista (Bologna)
Giulio Viganò, pediatra (Milano)
Andrea Vincenzi, medico di medicina generale (Modena)
Mariarosa Vitali, neuropsichiatra infantile (Genova)
Grazia Vitelli, medico di medicina generale (Bologna)
Carla Zagonara, medico di medicina generale e psicologa (Bologna)
Marta Zoratti, medico sportivo (Bologna)
Bruno Zucca, medico di medicina generale (Brescia)

 

Martedì 26 Giugno Digiuno per abolire l'ergastolo.

Nel giorno dedicato dall'ONU all'abolizione della tortura, l'associazione Liberarsi, che da decenni si occupa di carceri, ha organizzato una giornata di digiuno per l'abolizione dell'ergastolo.

L'ergastolo, in particolare quello ostativo, rappresenta una pena inumana, come ebbe a definirla Aldo Moro in una lezione all'Università di Roma, perchè toglie al condannato la speranza. Infatti nei documenti dei condannati all'ergastolo c'è scritto Fine pena 31/12/9999.

Papa Francesco ha definito l'ergastolo Pena di morte nascosta.

Umberto Veronesi si è battuto per l'abolizione dell'ergastolo partendo dal presupposto che ogni uomo cambia biologicamente e psicologicamente ogni 20 anni e quindi non ha senso una pena che finisce solo con la morte.

L'ergastolo è in chiaro contrasto con la Costituzione, che nell'articolo 27 afferma che la finalità della pena è il reinserimento sociale del condannato, reinserimento impossibile se la pena finisce con la morte del condannato.

L'ergastolo è una forma di tortura e fa parte di un sistema di pene vendicative e anticostituzionali.

E' iniziata la raccolta delle firme per otto proposte di legge popolari da parte del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito, tra queste c'è l'abolizione dell'ergastolo.

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Venerdì 30 marzo digiuno per l'abolizione dell'ergastolo, la pena di morte nascosta, così definito da Papa Francesco.

NO ALLA PENA DI MORTE.             NO ALL'ERGASTOLO.

Per aderire clicca qui

Il Governo Gentiloni, in modo irresponsabile, continua a non approvare la riforma dell'Ordinamento penitenziario. E' possibile sottoscrivere un appello al Governo affinché ratifichi il decreto attuativo della riforma carceraria per far uscire il Paese dall'illegalità e dall'incostituzionalità. Cliccando qui è possibile sottoscrivere l'appello firmato da prestigiosi giuristi e accademici.

Dalla mezzanotte di lunedì 22 gennaio, Rita Bernardini riprende il Grande Satyagraha.

Personalità del mondo della cultura, della politica, detenuti, radicali e singoli cittadini stanno aderendo  all'azione nonviolenta. Ad oggi Martedì 13 Febbraio, hanno aderito più di 9000 persone tra cittadini detenuti e cittadini non detenuti.

Diario della mia partecipazione al Grande Satyagraha: Giovedì 22 Febbraio: quinto giovedì di digiuno.

Il 22 febbraio il Governo, nella sua ultima riunione prima del voto del 4 marzo, non ha approvato il decreto delegato dell'ordinamento penitenziario, quello che riguarda le pene alternative. Con questa decisione il Governo ha chiuso il dialogo che Rita Bernardini, il Partito Radicale, 10 mila cittadini detenuti, qualche centinaio di cittadini liberi avevano aperto con esso attraverso lo sciopero della fame.

Trasformando lo sciopero della fame in altre forme, ho deciso di votare il 4 marzo per Potere al Popolo perchè nel suo programma sono previsti l'amnistia, l'indulto, l'abolizione dell'ergastolo e del 41bis, dimostrando, così di non avere paura delle sue idee sul carcere e di dichiarale in modo chiaro in campagna elettorale al contrario dei partiti di Governo, che all'ultimo momento non hanno approvato la riforma dell'ordinamento penitenziario.

Appello dell'azione nonviolenta:

Noi sottoscritti partecipiamo all’iniziativa nonviolenta del Grande Satyagraha dedicato a Marco Pannella affinché Governo e Commissioni parlamentari

1) portino a termine, con l'approvazione definitiva prima delle elezioni politiche del 4 marzo, l'iter dei decreti legislativi di riforma dell'ORDINAMENTO PENITENZIARIO

  1. completino urgentemente la riforma con i decreti attuativi mancanti, in particolare quelli riguardanti l'AFFETTIVITA' e il LAVORO in carcere.

    Chiediamo un atto di responsabilità da parte del Governo

di fronte alla condizione di sistematica violazione dei diritti umani fondamentali nell'esecuzione penale nel nostro Paese.

Cliccando qui si possono scaricare i moduli di adesione.

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